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Progetto Equal II fase IMMENSO

IT-G2-VEN-027

L’Iniziativa Comunitaria Equal


EQUAL è l'Iniziativa Comunitaria, cofinanziata dal Fondo Sociale Europeo per il periodo 2000-2006 che, nel quadro della Strategia Europea per l'Occupazione, mira ad innovare gli approcci e le politiche finalizzati a contrastare il fenomeno della discriminazione e della disuguaglianza nel contesto del mercato del lavoro, ponendosi come laboratorio per sperimentazioni su base transnazionale.

Il progetto IMMENSO

Obiettivi

Il problema all’origine dell’intervento effettuato è la frequente esclusione dal mondo del lavoro di soggetti svantaggiati. In particolare riteniamo che rinforzando il lavoro delle cooperative B, le cooperative quindi che si occupano di inserimento lavorativo di persone svantaggiate, potenziando le loro competenze, affrancandole almeno parzialmente da un rapporto di dipendenza dall’ente pubblico stimolando il rapporto e la creazione di joint-ventures con soggetti appartenenti al mondo del profit, si possa almeno in parte risolvere il problema dell’esclusione. A questo punto nasce però un altro problema: questi due mondi, quelli che per comodità definiremo del profit e del nonprofit, attualmente hanno pochi rapporti tra di loro, non si conoscono abbastanza, difficilmente collaborano.

Nel nostro territorio la cooperazione sociale è stata spessissimo vista come un fornitore del “welfare” per servizi a basso valore aggiunto, l’imprenditore non ha mai ben compreso il valore dell’adozione di un modello basato sulla responsabilità sociale d’impresa che superi la logica della certificazione, l’Amministratore Locale raramente ha incentivato reali politiche di integrazione tra i due mondi ponendosi come primo attore del processo di intermediazione volto all’individuazione di “best practices” da trasferire al mondo del profit.

Alcuni tra i principali fattori che determinano il problema sono:

• mancanza di punti di incontro tra domanda del mondo profit e offerta del mondo nonprofit
• la domanda profit non conosce di fatto le potenzialità dell’offerta nonprofit;
• l’offerta nonprofit non è in grado di conoscere a priori le “nicchie” all’interno della filiera produttiva nelle quali potrebbe inserirsi;
• il mondo del nonprofit ha per tradizione spesso come cliente finale l’ente pubblico ed ha poca conoscenza dei meccanismi del mondo profit;
• il mondo nonprofit è maggiormente uso a politiche di assistenza più che di autosostenibilità e quindi di “impresa”;
• mancano le adeguate e necessarie figure di facilitatori/mediatori sia come persone fisiche che come organizzazioni;
• la Pubblica Amministrazione spesso attiva politiche di tipo assistenzialista che non promuovono lo sviluppo e la crescita del Nonprofit;
• vi è tra le imprese del nord-est un basso livello di Corporate Social Responsibility.

Il progetto Immenso di fatto si è prefisso di rivisitare il funzionamento di un intero mercato creando occupazione e inserimento lavorativo. Si prevedeva un nuovo ruolo degli Enti Locali in tal senso e l’introduzione di una nuova figura di mediatore/facilitatore che a tutt’oggi non esiste o è il frutto di interpretazioni e di sensibilità spesso di singoli soggetti.

Il progetto infatti prevedeva la sperimentazione di nuove metodologie miste “top-down” e “bottom-up” in cui ci fosse una continua partecipazione e coinvolgimento dei beneficiari diretti e indiretti, dei partner, e quindi di tutti gli “stakeholders”.

Vi sono diverse aree e settori nel mondo profit che con le opportune mediazioni/facilitazioni potrebbero fruire di servizi/forniture del nonprofit raggiungendo lo scopo sia della sostenibilità del servizio/fornitura sia del miglioramento del livello qualitativo in senso lato dello stesso, rafforzando l’economia sociale non con forme di assistenzialismo, bensì di autosostenibilità.

E’ necessaria l’integrazione tra il mondo profit ed il mondo nonprofit in una logica di mercato e di sostenibilità con il contemporaneo sviluppo a livello culturale di un concetto di Responsabilità Sociale d’Impresa tramite la costruzione di modelli di relazione stabile tra mondo profit e non profit.

Principali azioni di progetto

Le principali azioni di progetto sono state le seguenti:

Modello d'intervento:
- Analisi delle relazioni di rete tra IP ed INP in termini di prodotti, processi e dinamiche di innovazione;
- Verifica delle competenze sociali della IP e delle competenze manageriali delle INP;
- Ripensamento del tema della RSI;
- Costruzione di un modello fondato sulla mediazione di fiducia tra INP ed IP.
Il principale risultato atteso era l'aumento delle conoscenze sui meccanismi che guidano l'imprenditorialità sociale e la socialità d’impresa.
Altro risultato atteso da questa macrofase è stato l'adozione di un modello di responsabilità sociale d'impresa per la imprese del territorio veneziano e che fosse estendibile ed applicabile anche in altri territori.

Sperimentazione:
- Coinvolgimento diretto delle IP nella critica della versione attuale della RSI;
- Sviluppo delle iniziative di imprenditorialità sociale in partnership tra imprese sociali e IP;
- Sviluppo di economia sociale come sistema di relazioni fra imprese sociali, IP e territorio;
- Mediazione di fiducia tra INP ed IP;
I risultati attesi a seguito della macrofase erano: effettivo avvio di joint-ventures produttive tra IP ed IS, apertura di un servizio/sportello per l'economia sociale come servizio per le imprese associate, avvio della partnership tra IP ed IS in almeno uno dei settori di business identificati, creazione di nuove opportunità di occupazione per le persone svantaggiate, maggiore capacità imprenditoriale da parte dei manager delle IS in termini di innovazioni del prodotto e del processo.

Transnazionalità:
- Avvio attività transnazionali;
- Gestione, monitoraggio e valutazione delle attività transnazionali;
- Sviluppo delle attività transnazionali;
- Disseminazione dei risultati delle attività transnazionali.
I risultati attesi da questa fase sono essenzialmente: lo scambio di buone pratiche a livello internazionale, lo scambio di conoscenze ed esperienze relative ai concetti di responsabilità sociale d'impresa e imprenditorialità sociale.

Monitoraggio, Valutazione e Mainstreaming:
- Monitoraggio e valutazione;
- Realizzazione di un sito del progetto;
- Promozione, informazione e sensibilizzazione;
- Diffusione e trasferimento dei prodotti.
I risultati attesi al seguito della macrofase erano: diffusione di un nuovo concetto di responsabilità sociale tra le IP, maggiore credibilità delle IS come partner industriali e strategici delle IP, nuove proficue relazioni fra gli attori territoriali coinvolti, diffusione di buone pratiche a seguito della sperimentazione del modello innovativo.

Principali risultati

L’obiettivo del progetto era quello di creare un modello replicabile in senso lato in cui fosse presente:
• un maggior grado di integrazione tra profit e nonprofit e quindi maggior numero di rapporti cliente/fornitore; quindi innalzamento del livello delle competenze nel sociale; innalzamento nel livello qualitativo e di approccio nei confronti del mondo profit; maggior numero di servizi offerti/proposti dal sociale al profit;
• esistenza di nuove figure di mediatori/facilitatori all’interno di Enti Locali, associazioni di categoria, imprese, imprese sociali in grado di creare un fattivo punto d’incontro tra domanda profit ed offerta nonprofit riuscendo ad interpretare e a cogliere le possibile sinergie latenti e nascoste anche per problemi culturali;
• maggior cultura in termini di responsabilità sociale d’impresa e di che cosa essa comporti nel management e nel mondo imprenditoriale del Nordest;
• esistenza di nuovi target di lavoro per le imprese sociali anche a maggior contenuto in termini di competenze, qualità del lavoro, soprattutto nella sfera del mercato dei beni pubblici misti tipo ambiente e cultura.

L’ipotesi fondamentale che ha condizionato tutte le attività e azioni di progetto volte a massimizzare l’efficacia nell’integrazione tra il mondo profit e il nonprofit, è che tale integrazione possa avvenire solo mediante una modificazione e quindi un cambiamento culturale degli individui o degli stakeholders che fanno parte delle aziende profit, delle aziende nonprofit e degli enti a qualsiasi titolo coinvolti nel processo.

L’attività di Mediazione di fiducia, in particolare, ha visto una capillare attività di marketing/sensibilizzazione sulle tematiche del progetto che ha coinvolto numerose imprese profit e cooperative sociali, l’effettivo avvio di joint-ventures produttive tra cooperative sociali ed imprese profit, la conseguente creazione di nuove opportunità di occupazione per le persone svantaggiate, lo sviluppo di una maggiore capacità imprenditoriale da parte delle cooperative sociali in termini di innovazione di prodotto e di processo. In molti casi le opportunità di collaborazione non si sono concretizzate perché, come avviene in molte trattative, non si è trovato un punto di accordo. Molto più spesso, però, gli incontri bilaterali, quando non si sono risolti con l’affidamento di commessa, hanno comunque rappresentato un’importante e utile occasione di conoscenza reciproca che pensiamo possa svilupparsi in una collaborazione futura. Si tratta di processi spesso lenti, che non sempre si riesce a far sviluppare nell’arco temporale della durata di un progetto finanziato.

Ulteriori e più approfondite informazioni sul progetto si possono trovare nel sito www.equalimmenso.it


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