Turismo e Cultura

Turismo e Cultura

Il turismo è oggi, secondo i dati della Organizzazione Mondiale del Turismo, l’economia con maggiore fatturato nell’ambito delle transazioni commerciali nel mondo da almeno 10 anni. Le caratteristiche della economia turistica sono molto particolari, rispetto alle altre forme di economia, soprattutto in riferimento al paradigma della sostenibilità, a differenza di quasi tutte la altre forme economiche. Tre sono i temi nei quali l’economia del turismo è in grado di dispiegare e diffondere con più evidente beneficio la propria vocazione quasi naturale alla sostenibilità :

- L’impiego delle risorse naturali e la loro valorizzazione

- L’impiego e la partecipazione degli uomini e delle comunità nella produzione e nella distribuzione del valore ( essendo una economia labour intensive )

- Il raggiungimento di esperienze intangibili come soddisfazione maggiore del “possesso” di beni tangibili.

Ed è per questa ragione che il  Libro Verde sul turismo ( Unione Europea ) al titolo III °  propone senza indugio :  “ Il turismo è un settore importante per la realizzazione dello sviluppo sostenibile”

Non sfugge alle Istituzioni comunitarie, impegnate a disegnare il profilo dello sviluppo non solo macroeconomico, ossia degli stati, ma anche locale:

“Sono rare le attività il cui successo è così chiaramente dipendente dalla necessità di far convergere politiche differenti“.

Nel documento, il turismo è indicato e segnalato per la sua capacità intrinseca di modellare le decisioni degli enti locali (nel quadro delle nuove forme di governance) in modo coerente con lo sviluppo sostenibile  anche in “ tutti gli altri settori “, in forza proprio del concetto di qualità della destinazione, di visione del prodotto come prodotto di “ sistema “.

E questo vale anche per le destinazioni più marginali o di nicchia :  “ Il sostegno alla sperimentazione di nuovi prodotti turistici, come quelli legati al turismo rurale o culturale, risponde all’esigenza di contribuire a migliorare la competitività globale dell’economia turistica “.

In particolare il settore della cultura rappresenta, per tutto il nostro Paese, un vantaggio competitivo assoluto.

L’impresa cultura chiamata “Italia”, ha accumulato un patrimonio di incalcolabile valore  nel corso dei secoli. In termini quantitativi, l’Italia ha:1293 comuni con almeno un palazzo, un castello , un sito archeologico o un monumento di rilevanza significativa; quasi 4000 musei con decine di milioni di pezzi d’arte; 90.000 chiese circa; 223 cattedrali; 40.000 fra rocche e castelli; 30.000 dimore storiche ( tra cui oltre 4.000 ville e dimore storiche nei territori della Serenissima); 30.000 circa archivi di rilevanza storico-culturale; 6.000  biblioteche, molte delle quali con “fondi storici” spesso del tutto sconosciuti; 4.000 giardini storici; 1.500 monasteri e conventi; 900 centri storici significativi; centinaia di parchi naturali ed archeologici.

E’ in Italia che nasce il primo Museo del mondo: la Galleria degli Uffizi, inaugurata da Cosimo de’ Medici a metà del 1500.

La redditività complessiva del “patrimonio“ culturale italiano, sia come prodotto che come processo, realizza un fatturato di poco più di 45 miliardi di Euro, metà dei quali è costituita da entrare dovute al turismo culturale, soprattutto al turismo culturale classico ( città d’arte, musei, siti archeologici, mostre ed eventi).

Vi sono elementi di “ criticità “ per il turismo da alcuni anni,soprattutto nel nostro paese:

  1. Il mancato decollo dell’economia mondiale;
  2. La ripresa dell’inflazione;    
  3. La crisi monetaria.

Tuttavia, rispetto ad altri settori economici, i dati della Organizzazione Mondiale del Turismo confermano che i trends del turismo sono ovunque positivi e costanti, anche se a geometria variabile : più lenti di alcuni paesi, più rapidi in altri (soprattutto nelle mete emergenti), con una incidenza crescente sul PIL di molti paesi e regioni.

In declino sono i prodotti turistici monotematici (come la spiaggia), in crescita molto significativa il turismo connesso con la cultura e la natura e i turismi di nicchia (per esempio byke, sport di montagna, albergo diffuso ecc.).

E’ soprattutto la sinergia tra turismo e cultura che può offrire al nostro paese e alle nostre regioni, territori e città, un ampio potenziale ancora da valorizzare.

Anche per la Banca Mondiale, lo sviluppo economico costituisce solo un aspetto del processo di valorizzazione dei beni culturali perché, come ha scritto il suo presidente: “culture can be justified for tourism, for industry, and for employment, but it must also be seen as an essential element in preserving and enhancing national pride and spirit.”. Esiste, in altri termini, un problema di valori, oltre che di valenze, che uno sviluppo turistico integrato non può eludere.

L’economia del turismo possiede una capacità convincente, nello sviluppo economico che persegue  e nella sua naturale vocazione a creare strategie di attrazione di risorse esterne, a guardare con interesse ai nuovi modelli di governance, che fanno riferimento a due fenomeni congiunti : la decentralizzazione del potere dello stato-nazione e l’affermarsi di modelli “ coalizionali “ a livello locale che vedono coinvolti come attori e come protagonisti gli enti locali ( in primo luogo i comuni ), le forze economiche e sociali dell’area, i cittadini stessi nelle loro diverse articolazioni sociali : dal fenomeno dei distretti produttivi ( che ispirano oggi anche l’interpretazione o il rilevamento empirico dei modelli di gestione territoriale e locale del turismo ), ai patti territoriali, ai Progetti Integrati Territoriali, all’Agenda 21 locale. Queste forme nuove di governance trovano nel turismo il terreno ideale, come affermava la stessa Unione Europea nel Libro Verde sul Turismo, per intraprendere un modello di sviluppo alternativo, sia nelle aree urbane che rurali.

Applicato, a titolo di esempio, nella aree urbane, la governance ispirata da un approccio di marketing territoriale turistico modifica in una direzione totalmente “ altra “ le modalità di gestione urbana finora applicate, ossia nel modo di fare politica della città e per la città.

Servizi correlati

La nostra équipe si propone, con i suoi esperti di livello internazionale, di offrire interventi su misura di “capacity building” per la acquisizione delle competenze specifiche di governance del settore.

I criteri principiali per la scelta dei metodi di intervento sono coerenti con la identificazione dei modelli operativi più idonei ad una sperimentazione di governance innovativa:

a) Applicazione di progettuali e organizzativi di tipo coalizionale: Distretto produttivo,  Agenda 21 locale e Patto Territoriale sulle politiche locali di sviluppo del turismo, il Distretto culturale integrato, le films lactions;

b) Implicazioni di questi modelli nelle forme più efficaci di Destination Management e di Marketing Territoriale integrato, anche in destinazioni marginali come i piccoli comuni, in modo da attuare e proporre i PIOT (Pacchetti Integrati di Offerta Turistica);

c) Impatto dell’uso delle nuove tecnologie di rete (ITC) nella governance del turismo: esempi e buone pratiche di e-government orientato alla attuazione di una integrazione dell’offerta turistica nel quadro della competitività d’area, soprattutto con l’installazione avanzata dei SIST (Sistema Informativo Servizi Turistici), con applicazione di portali e “vortali” molto mirati e inyerattivi, con prenotazioni on line.

d) Sviluppo delle competenze degli operatori disposti lungo tutta la catena del valore, da coloro che si occupano della promozione e dell’advertising, a chi si occupa della accoglienza e della ospitalità, a chi offre “esperienze” e leisure, e così via. In particolare, la nostra équipe si è specializzata nella formazione e nello sviluppo delle competenze delle imprese alberghiere, della crocieristica, delle agenzie pubbliche di promozione turistica, della gestione degli eventi.

La nostra équipe è in grado di progettare, gestire e attuare un Piano Organico di Eventi, sotto forma soprattutto di Mostre Temporanee, che è in grado di produrre una profonda rivoluzione dell’immagine esterna della città, della sua capacità di attrazione turistica, soprattutto di segmenti relativi al turismo culturale e alla fruizione culturale dei suoi stessi residenti, e generare una filiera produttiva innovativa , con nuove occupazioni e professioni e ricadute trasversali su molte altre attività connesse , direttamente o indirettamente, con gli allestimenti, i flussi di visitatori, l’ospitalità, la editoria, la pubblicistica e il marketing.

In particolare si ritiene che la valorizzazione dei beni e delle attività culturali generi non solo ricchezza economica tangibile, in termini di flussi aggiuntivi di attrazione turistica, ma altresì ricchezza dei fattori "intangibili" del capitale territoriale, in termini di:

a) Crescita della consapevolezza sociale e culturale diffusa del valore del proprio patrimonio culturale nell’ambito della comunità locale;

b) Rafforzamento dell’autostima e del senso di identità ed appartenenza;

c) Carattere educativo e formativo delle esperienze e della azioni rispetto ai giovani, alle scuole, al contesto formativo complessivo e alla crescita del capitale conoscitivo e creativo dell’area.

e) Effetti della applicazione dei modelli progettuali e organizzativi del Distretto culturale sulle politiche locali di sviluppo.